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Sostenibilità ambientale e salvaguardia del territorio.

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Ente
RFI S.p.A.
Luogo
Bari
Investimento
€ 17.875.405,00
Obiettivi SDG
6 11 12 15

Intervento infrastrutturale per la connessione viaria e idraulica nella zona sud di Bari

L’intervento rientra in un progetto più ampio che interessa tutta la zona sud di Bari e prevede la realizzazione di un sottovia carrabile e ciclopedonale tra il lungomare di Bari e Via Gentile, nel quartiere Japigia. L’appalto comprende anche la realizzazione di un’opera di salvaguardia del perimetro abitato, un canale idraulico artificiale per il collegamento di due lame naturali, lama Valenzano e lama San Marco, che intersecano i tracciati in rilevato della realizzanda variante ferroviaria Bari – Torre a Mare e della SS16bis-Tangenziale di Bari.


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Approfondimento

Per la realizzazione del sottovia di Sant’Anna si prevede la costruzione di un monolite, una struttura scatolare in calcestruzzo armato, notevolmente sovradimensionata per poter sopportare le sollecitazioni conseguenti all’infissione sotto la sede ferroviaria. Il monolite viene realizzato fuori opera e successivamente è spinto con dei martinetti idraulici sotto il rilevato ferroviario. La preventiva installazione di un ponte provvisorio a sostegno dei binari consentirà di mantenere attivo l’esercizio ferroviario durante i lavori, a velocità ridotta a 50 Km/h. L’attuale linea storica Bari C.le – Torre a Mare è, infatti, parte dell’unica linea ferroviaria oggi in esercizio tra Bari e Lecce e per il Committente non sarebbe stato accettabile interrompere la circolazione ferroviaria su una tratta così critica, per tutta la durata dei lavori.

Tra le opere accessorie alla variante ferroviaria, è prevista la realizzazione di un canale idraulico il cui obiettivo è deviare le acque alluvionali da lama San Marco verso lama Valenzano, riducendo il rischio idrogeologico dalla zona di Bari Japigia, reso ancor più rilevante in seguito alla realizzazione della sopraelevazione della tangenziale di Bari, anch’essa parte del macro-appalto RFI S.p.A. denominato Nodo Bari Sud.

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Ulteriori opere previste sono le viabilità di ricucitura urbana che riconnetteranno le aree di Bari, Mungivacca e Japigia, che sono rimaste intercluse a seguito della previsione dei nuovi tracciati della ferrovia e della sopraelevazione della tangenziale, portando così nuovi sviluppi per la città.

È un progetto che presenta 3 sfide:

  • ambientale, dal momento che è stato riscontrato un esteso sversamento di rifiuti. È stato pertanto necessario attuare un’importante attività di campionamento e caratterizzazione per consentire la rimozione dei rifiuti in sicurezza e la conseguente bonifica delle aree, per poterle rendere idonee alla realizzazione delle opere.
  • geotecnica, perché nella realizzazione del sottovia di Sant’Anna, sotto l’attuale linea ferroviaria storica Bari Centrale – Torre a Mare, si incontra un importante acquifero sotterraneo, in corrispondenza della zona di interazione col Mar Adriatico, il cui corso va limitato per poter procedere con gli scavi e successivamente con le opere d’arte essenziali. Per deviare l’acquifero e consentire la realizzazione del manufatto, è necessaria la realizzazione di un tampone di fondo sotto tutta la proiezione dello scatolare e dei conci stradali adiacenti, tramite sigillatura della porosità del sottosuolo con iniezioni di miscele cementizie. La spinta del monolite, infine, potrà avvenire necessariamente previa realizzazione di opere di consolidamento del rilevato ferroviario, trasversali al rilevato stesso e a protezione delle fondazioni dei sostegni dell’armamento, tramite l’esecuzione di paratie tirantate di micropali perforati e cementati.
  • organizzativa, poiché è necessario pianificare con estrema precisione le lavorazioni in funzione anche delle interruzioni programmate in orario predisposte dal gestore della linea ferroviaria al fine di minimizzare le soggezioni alla circolazione ferroviaria e rispettare le tempistiche serrate del cronoprogramma.

Principali interventi

  • sottovia carrabile e ciclopedonale tra il lungomare di Bari e Via Gentile, nel quartiere Japigia
  • canale idraulico di collegamento tra lama Valenzano e lama San Marco
  • viabilità di ricucitura urbana tra Bari Mungivacca e Bari Japigia

Sostenibilità

Grande attenzione è posta nell’ottimizzazione della risorsa idrica. Per ottimizzare l’uso delle risorse in cantiere, le acque meteoriche raccolte dalle coperture degli edifici vengono convogliate in apposite vasche di raccolta. Queste acque vengono poi riutilizzate per il lavaggio dei mezzi, grazie a un sistema di recupero che ne massimizza il riutilizzo, riducendo gli sprechi e favorendo la sostenibilità.

L’energia elettrica utilizzata in cantiere deriva per il 100% da fonti rinnovabili con certificazione della provenienza da parte del fornitore.

Tutti i mezzi d’opera e i veicoli coinvolti nell’appalto devono essere omologati in classe di emissioni non inferiore a Euro 6 o a TIAR 4 / STAGE V.

Dal punto di vista paesaggistico, gli elementi chiave oggetto di tutela ambientale e di particolare attenzione sono:

  • gli ulivi e le altre specie agronomiche e forestali soggette a tutela;
  • i muretti a secco;
  • le specie faunistiche residenti e/o che nidificano sulle aree destinate alla realizzazione delle opere.

Gli ulivi, sia monumentali che non, vengono preservati attraverso un processo di espianto e ricollocazione, effettuato previo esplicito consenso dei proprietari dei suoli espropriati per pubblica utilità. Gli alberi presenti nell’area di cantiere vengono censiti, sottoposti a rilevazione dello stato fitosanitario da parte di un Agronomo abilitato e riposizionati entro un raggio di circa 30-40 metri, garantendone la conservazione.

Per i muretti a secco, la loro salvaguardia richiede un’attenta gestione. Il processo inizia con un censimento dettagliato, che ne documenta materiali e caratteristiche. Successivamente, i materiali vengono selezionati e suddivisi in base alla loro pezzatura, assicurando un ripristino conforme all’assetto originario.

Un esperto con competenze in materia ecologica e naturalistica monitora le aree e relaziona periodicamente sull’osservazione delle specie animali presenti, segnalando la necessità di accorgimenti o attenzioni nelle lavorazioni, per la tutela della fauna protetta o soggetta a particolari vulnerabilità (stati riproduttivi, letargo, ecc.).

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