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Ente
RFI S.p.A.
Luogo
Bauladu (OR)
Investimento
€ 83.992.665,56
Obiettivi SDG
9 11 13

Variante di Bauladu: velocizzazione della rete ferroviaria

La variante di Bauladu si inquadra nell’ambito del più ampio progetto di velocizzazione della linea San Gavino – Sassari – Olbia. La rete ferroviaria della Sardegna si estende per circa 1.035 km di lunghezza, di cui 432 km a singolo binario scartamento ordinario (di cui 50 km a doppio binario – Cagliar/San Gavino) e 609 km a singolo binario scartamento ridotto.


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Approfondimento

La rete ferroviaria della Sardegna, gestita da RFI, comprende la dorsale Cagliari-Golfo Aranci (306 km), la diramazione Chilivani-Sassari/Porto Torres (66 km) e le diramazioni Decimomannu-Villamassargia/Iglesias (38 km) e Villamassargia-Carbonia (22 km). Attualmente, la rete non è elettrificata e utilizza trazione diesel.

Il progetto di variante ferroviaria di Bauladu ha l’obiettivo di migliorare le prestazioni del collegamento, riducendo la distanza del tratto tra Paulilatino e Solarussa (attualmente di 19,5 km), eliminando i tratti con pendenze fino al 25% e sopprimendo quattro passaggi a livello. La variante non prevede il ripristino della fermata di Bauladu Milis. Il tracciato della nuova variante è stato sviluppato in linea con il Progetto Preliminare aggiornato nell’ottobre 2017, con un’unica differenza: la pendenza nei Punti di Evacuazione e Soccorso (PES) è stata portata dal 12% al 16%, il massimo previsto per la linea.

Principali interventi

I contenuti del progetto prevedono una serie di interventi, suddivisi in Parte A e Parte B. Indipendentemente dalla suddivisione, le opere civili comprendono:

  • l’infrastruttura ferroviaria;
  • la galleria di linea, che include i due tratti di galleria artificiale agli imbocchi (Imbocco Oristano e Imbocco Bonorva), la tratta centrale in galleria naturale e tre uscite di emergenza;
  • il sottovia SL01;
  • le opere di attraversamento, tra cui il viadotto VI01, il viadotto VI02 e il ponte previsto in attraversamento alla trincea ferroviaria;
  • la realizzazione delle nuove viabilità NV06AA, NV01, NV02, NV03, NV04, NV06AB, NV07 e NV08;
  • rilevati e trincee;
  • aree di sicurezza;
  • fabbricati tecnologici presso la finestra al km 4+194,00;
  • opere minori per la gestione delle interferenze idrauliche, tra cui tombini stradali e tombini ferroviari;
  • la risoluzione delle interferenze con i sottoservizi;
  • la bonifica degli ordigni esplosivi;
  • l’armamento ferroviario.

Sostenibilità

Le misure di mitigazione si concentrano principalmente sul recupero delle aree direttamente interessate dall’intervento. L’inserimento di impianti a verde ha una doppia funzione: da un lato migliora l’estetica del paesaggio, dall’altro contribuisce a ripristinare l’equilibrio naturale in un contesto caratterizzato prevalentemente da copertura vegetale naturale e agricola.
Il progetto prevede la piantumazione di nuova vegetazione nei seguenti ambiti:

  •  ai margini della linea ferroviaria e dei piazzali;
  • all’interno delle aree intercluse o di risulta;
  • sulle superfici di ritombamento degli scavi per gallerie artificiali di imbocco, tombini e strutture similari;
  • eventualmente lungo i margini dei corsi d’acqua attraversati dal tracciato.

L’applicazione delle più avanzate pratiche colturali consente di rafforzare i punti più critici dell’intervento, superando i limiti di una semplice piantumazione con specie autoctone. Inoltre, tutte le soluzioni adottate seguono le linee guida di sostenibilità del gruppo FS, in linea con gli obiettivi di carbon neutrality 2030-2050: l’azzeramento delle emissioni di CO₂ entro il 2040, con dieci anni di anticipo rispetto ai precedenti programmi.

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